Filemone 25: "La grazia del Signore Gesù Cristo sia con il vostro spirito."
A sorpresa, l'apostolo ha deciso di visitare la comunità di Lugano. Tra un'isola (la Sardegna, il finesettimana passato) e l'altra (la Sicilia, il finesettimana venturo), ha trovato il tempo di visitare la sua comunità d'appartenza. È stato un grosso regalo, una grazia, parafrasando il servizio dall'altare. In poche parole, l'apostolo ha ricordato come il Padre Celeste si occupi di noi in tutte le occasioni della vita. Parlando della grazia, il servo di Dio l'ha declinata in varie forme.
La grazia per la nostra esistenza, ad esempio. Il Padre Celeste ci ha dato la vita e ci dà le forze. Siamo grati di ciò?
La grazia di conoscere il Vangelo. Questo dovrebbe accompagnarci continuamente, è l'eredità che Cristo ci ha lasciato per tramite dei suoi apostoli.
E a chi offre la grazia il Padre? A tutti, indistintamente. Magari noi non siamo d'accordo, ma chi siamo per dire "lui no", quando il Padre ha detto "lui sì"?
L'apostolo si è poi soffermato brevemente sulla seconda parte della parola: lo Spirito, che ci accompagna, ci fa lavorare, grazie allo Spirito rimaniamo svegli.
L'evangelista di distretto Campagna, che avrebbe dovuto officiare il servizio divino, ha potuto condividere alcuni pensieri all'altare, ed ha sottolineato quanto il puntuale perdono dei peccati sia un dono, una grazia del Signore.
L'apostolo ha confermato questo pensiero, ricordando che i doni del Padre sono spesso non meritati, ma non vogliamo essere stolti e non accoglierli, e pensarci su. Prendiamo la grazia del Signore, e gioiamo con Lui!