Die Neuapostolische Kirche Schweiz

Avvenimenti Comunità di Lugano

Concerto d'organo per i 100 anni della comunità
12.10.2019 / Lugano-Breganzona
Cento anni della comunità di Lugano suonati all'organo

I festeggiamenti per i cento anni della comunità di Lugano continuano con un concerto d’organo. Per l’occasione, i maestri Stefano Molardi e Alessandro Passuello, che regolarmente impartiscono le loro lezioni proprio sull’organo della comunità di Lugano, hanno proposto un repertorio particolare, con le riscritture di Bach di concerti di Vivaldi.

Il numeroso pubblico presente, tra cui gli apostoli e i vescovi già arrivati per il servizio divino del giorno dopo, ha avuto modo di godere di un’ora di eccellente musica, con i precisi e interessanti commenti dei due maestri.

In conclusione del concerto, in un gesto di complicità e intimità, Molardi e Passuello hanno regalato un’improvvisazione a quattro mani (e quattro piedi), dimostrando ancora una volta il dono (così l’ha chiamato Passuello) che abbiamo nella chiesa di Lugano.

Intervista con i concertisti

Prima di lasciarli al ricco aperitivo organizzato per il dopo-concerto, abbiamo avuto modo di scambiare due parole con i maestri.

Come diceva il maestro Molardi, l’organo è lo strumento di Dio, di cui simbolicamente ogni strumento rappresenta una voce. Come descrivereste l’organo della Chiesa Neo-Apostolica di Lugano?

M: L’organo della Chiesa Neo-Apostolica di Lugano è un tipico Mascioni, molto solido come struttura. Ha un tipo di intonazione standard, con principali abbastanza mordenti, ad esempio flauti molto cantabili. Le ance sono molto dolci ed è molto versatile, perché si può suonare la musica barocca ma, grazie alla sua cassa espressiva, si può suonare anche la musica romantica. È, inoltre, uno strumento molto didattico, perché ha un controllo del tasto molto preciso e molto delicato, è come camminare sulle uova, e dunque è ottimo anche per le lezioni.

Mi aggancio allora a questo. Per voi, che qui normalmente impartite lezioni, cosa significa fare un concerto con quest’organo?

P: È una dinamica completamente diversa, un’altra relazione. Nel momento in cui si studia, è una specie di allenamento in una situazione che non è reale. Suonare con un pubblico presente dà chiaramente molta più motivazione ma anche molto più rapporto con la musica: si cerca, veramente, di trasmettere il pensiero originale, l’estetica di un autore. C’è poi il discorso dell’acustica. Il modo in cui utilizzo un certo fraseggio non è solo dipendente dall’epoca ma all’interno di un contesto dipende anche dall’acustica dell’ambiente. L’acustica della chiesa neo-apostolica di Lugano è un’acustica che io trovo ideale. Stefano [Molardi] ha detto prima che questo organo è uno strumento molto severo, che non perdona niente (in questo senso didattico), e anche l’ambiente non perdona niente, perché c’è pochissimo riverbero, che diminuisce ancora di più quando c’è gente. È un ottimo strumento.

Il repertorio che avete scelto, ha più a che fare con quest’organo o con il pubblico?

P: Secondo me le due cose. Il fatto di proporre un certo tipo di letteratura, di un certo livello (stiamo comunque parlando di trascrizioni di Bach), ma comunque facilmente accessibile, che permette un’inclusione di ascolti diversi è comunque un valore specifico. Abbiamo proposto Bach nel valore della trascrizione, di modo che potesse raggiungere tutti.

M: Per questo strumento, la musica che abbiamo scelto era adatta, proprio perché è uno strumento trasparente, uno strumento di dettaglio, ma che permette una notevole cantabilità, come si è sentito nei secondi movimenti dei concerti. Il pedale è molto più delicato di altri strumenti, e questo lo rende un po’ cameristisco, come di fatto questi concerti per archi erano pensati in origine. Lo strumento vicino alla gente permette al pubblico, come ha detto Alessandro [Passuello], di godere di tutti i dettagli e i colori che ci sono.

 Al prossimo concerto!

L’organo della Chiesa Neo-Apostolica di Lugano è stato realizzato dalla Casa Organaria Mascioni nel 1999 con il numero d’opera 1148.

Fonicamente progettato dal Maestro Fritz Reist, lo strumento è composto da due tastiere di 56 note e da una pedaliera di 30 note, azionanti 20 registri.

Lo strumento è contenuto in una cassa di rovere, volumetricamente divisa in due parti: quella inferiore, più ristretta, contenente la consolle, e la superiore con un prospetto di canne in alta lega di stagno corrispondente al Principale 8’ del Gr. Organo. Queste canne sono disposte con un ordine tipico della tradizione italiana alla quale anche le caratteristiche sonore dello strumento si ispirano.